Dashcam ed implicazioni normative

Avv. Egregio Avvocato

Egregio Avvocato

Pubblicato il 5 lug. 2021 · tempo di lettura 4 minuti

Sempre più diffuse sono le cosiddette dashcam, le telecamere installate sul cruscotto delle autovetture.
Pur nel silenzio, quanto meno al momento della redazione di questo articolo, del legislatore, è inevitabile scorgere potenziali problemi sia di sicurezza stradale sia di violazione della privacy. 


  1. Dashcam: cosa sono e come funzionano?
  2. Dashcam e Codice della Strada
  3. Implicazioni sul diritto alla privacy
  4. I filmati delle dashcam hanno valore probatorio in giudizio?


1 - Dashcam: cosa sono e come funzionano?


Prima di entrare nel merito “giuridico” circa la possibilità di utilizzare tale tecnologia, è opportuno comprendere cosa si intenda per dashcam e come funzionino.

La dashcam – dall’abbreviazione dashbord camera, letteralmente “telecamera da cruscotto” – è un dispositivo elettronico per l’acquisizione di immagini. Viene posizionata all’interno dell’autovettura, solitamente, sul parabrezza in modo da poter registrare gli eventi che accadono all’esterno.

Proprio per la posizione e per la funzione per la quale sono adoperate, sorgono dei dubbi relativamente al loro uso nel pieno rispetto della legge.


2 - Dashcam e Codice della Strada


Un primo problema sull’utilizzo delle dashcam concerne il loro posizionamento all’interno dell’autovettura.

In realtà, il Codice della Strada – il Decreto Legislativo n. 285/1992 – non disciplina, specificatamente, le dashcam.

Tuttavia, pur nel silenzio della legge, è opportuno prendere in esame il secondo comma dell’articolo 141 del citato codice il quale, disciplinando le norme di comportamento del conducente un veicolo, stabilisce che «il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile».

In altri termini, si dispone che il conducente debba avere sempre una visione ampia della strada che percorre. 

Ne consegue che il Codice della Strada non vieta l’installazione e l’utilizzo delle dashcam ma, applicando estensivamente l’articolo 141, comma secondo, è possibile ritenere che ne chieda il posizionamento corretto, in modo da non intralciare il campo di visibilità del conducente, anche per garantire la sicurezza di ogni utente della strada.


3 - Implicazioni sul diritto alla privacy


Utilizzare una dashcam per registrare quanto avviene durante la circolazione stradale come sistema di tutela in caso di sinistri o altri eventi particolari comporta, inevitabilmente, il trattamento di informazioni che possono contenere dati sensibili.

Come ovviare, quindi, a questo potenziale problema? Le riprese delle dashcam violano effettivamente la privacy?

Sul punto, mentre in altri Stati dell’Unione europea sono già intervenute le autorità competenti con previsioni normative e/o linee guida, in Italia l’Autorità garante per la privacy non ha ancora affrontato il tema in maniera specifica.

Pur nel silenzio normativo è possibile rispondere ai dubbi inerenti le registrazioni.

Va ricordato che, in Italia, nel maggio del 2018 è entrato in vigore il Regolamento UE n. 2016/679 in materia di protezione dei dati personali.

A norma dell’art. 2, comma II, lett. c) del detto regolamento, lo stesso non si applica ai trattamenti di dati personali effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività di carattere esclusivamente personale o domestico. Ne consegue che non è necessario dover rispettare tutti i dettami del Regolamento GDPR per quel che concerne le dashcam.

Tuttavia, è pur sempre opportuno che le riprese siano limitate al solo spazio per le finalità per cui si utilizza la dashcam, quali la tutela personale in caso di sinistri stradali o altri eventi rilevanti durante la circolazione stradale. In ogni caso, le informazioni raccolte non possono essere sistematicamente comunicate né diffuse a terzi, salvo il consenso delle parti coinvolte e salvo per fini assicurativi.


4 - I filmati delle dashcam hanno valore probatorio in giudizio?


Stante il vuoto normativo relativamente alle implicazioni inerenti il codice della strada e le probabili violazioni della privacy, a tale quesito si può rispondere piuttosto chiaramente.

L’articolo 2712 del codice civile stabilisce che le riproduzione fotografiche informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Ne consegue che i filmati delle dashcam avranno efficacia di piena prova esclusivamente nell’ipotesi in cui non saranno contestati.

Sul punto è intervenuta anche la Corte di cassazione, prevedendo che il disconoscimento, che fa perdere alle registrazioni la qualità di prova, deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendo concretizzarsi nell’allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta» (Cass. civ., n. 18507 del 21.09.2016).


Editor: avv. Marco Mezzi

Condividi: