Avv. Anna Maria  Crucitti

Avv. Anna Maria Crucitti

Studio Legale Avv. Anna Maria Crucitti

Disponibile per domiciliazioni

Iscritto all'albo di Bologna dal mese
di March del 2019

Descrizione

Sono un'avvocata civilista del Foro di Bologna. La mia formazione professionale mi permette di essere versatile, occupandomi di diversi settore del diritto civile. Mi occupo da sempre della gestione della fase patologica del credito per conto di imprese di piccole e medie dimensioni, ditte individuali e professionisti. Presto, inoltre, la mia attività professionale anche nel settore del diritto di famiglia e dei minori, sono infatti difensore d'ufficio nel processo civile avanti al Tribunale per i Minorenni della Regione Emilia-Romagna. Ho un'ottima capacità di negoziazione e vanto numerosi successi in ambito stragiudiziale, per questo invito i miei assistiti a trovare sempre soluzioni stragiudiziali, che consentano di ottenere un maggior soddisfazione in tempi ragionevoli e senza dispendio economico.

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Opera a:

BolognaReggio Calabria

Competenze

Diritto civile
Diritto dei consumatori Contenzioso giudiziale o arbitrale Diritto della persona, della famiglia e dei minori - separazioni, divorzi, unioni civili, adozioni Diritto delle obbligazioni e dei contratti Diritto successorio - testamenti e donazioni Diritti reali ed immobiliari - condominio e locazioni Diritto delle assicurazioni e della responsabilità professionale Diritto agrario ed alimentare Diritto commerciale, dei principi contabili e bilancio Diritto della crisi di impresa e dell'insolvenza Diritto dell'esecuzione forzata Diritto fallimentare - crisi di impresa, insolvenza e ristrutturazioni aziendali

Contatti

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Diritti reali ed immobiliari - condominio e locazioni

20 giu. 2022

Vendita dell'immobile concesso in comodato.

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Il codice civile riconosce a tutti i consociati un'ampia libertà negoziale, che si traduce nella concreta possibilità di gestire al meglio i propri interessi attraverso la conclusione dei contratti che si ritengono più adatti.Tale libertà non può esprimersi in modo del tutto casuale, ma deve sempre perseguire interessi meritevoli di tutela.In alcuni casi detti interessi sono già espressi nel codice civile, attraverso la predisposizione di contratti tipici, descritti in tutti gli elementi costitutivi.Così è nel caso del contratto di comodato, che l'art. 1803 c.c. definisce come un contratto essenzialmente sempre gratuito, poichè una parte consegna ad un'altra una cosa mobile o immobile, affinchè se ne serva per un tempo o un uso determinato e la restituisca al termine, senza percepire nulla come corrispettivo di tale uso.Può accadere, tuttavia, che chi ha dato in comodato l'immobile, si ritrovi improvvisamente ad avere necessità di liquidità e, per questo, decida di vendere quell'immobile.In questo caso il contratto di comodato, anche se è preesistente, non sarà opponibile al nuovo proprietario, con la conseguenza che il comodatario (cioè colui che occupa la casa in virtù del contratto di comodato), sarà costretto a dover lasciare l'immobile.Il nuovo proprietario dovrà, dunque, inviare una comunicazione nella quale manifesta la propria volontà di disporre del bene e, se il comodatario non libera l'immobile, il nuovo proprietario ha diritto al risarcimento dei danni patiti.

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Recupero del credito: quello che il creditore NON deve fare.

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La fase patologica del contratto si realizza nel momento in cui i rapporti tra le parti si sono deteriorati, con il conseguente inadempimento da parte del soggetto debitore della prestazione.La parte creditrice ha diritto di adire l'autorità giudiziaria al fine di ottenere un provvedimento chiamato decreto ingiuntivo, per la cui emissione il nostro ordinamento richiede che il credito che si pretende di ottenere abbia determinati requisiti: deve risultare da prova scritta, deve essere liquido (cioè determinato nel suo ammontare) ed esigibile (cioè deve essere già scaduto, in modo che il creditore possa pretenderne il pagamento).Occorre ricordare, infine, che il decreto ingiuntivo può essere richiesto anche quando la prestazione cui è tenuto il debitore abbia ad oggetto una determinata quantità di cose fungibili, cioè quei beni che possono essere facilmente sostituiti da altri di identica utilità (uno per tutti il denaro), oppure una cosa mobile determinata, cioè ben individuata.Detto questo, sembrerebbe semplice, ma in realtà al creditore non basta attenersi a tutti questi requisitiE', altresì, necessario che non ponga in essere alcuni comportamenti, che potrebbero dilatare enormemente i tempi del recupero del suo credito.Sussiste, infatti, un divieto categorico di frazionamento del credito, consistente in una moltiplicazione ingiustificata delle iniziative giudiziali di recupero credito, con specifico riferimento ai crediti unitari e quelli già scaduti.L'abuso dello strumento processuale porta con sé la conseguenza che il creditore potrebbe essere condannato a pagare le spese processuali, oltre a veder dichiarati inammissibili i procedimenti successivi al primo.

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